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L'Oms dichiara l'aspartame possibile cancerogeno


L’Organizzazione mondiale della sanità consiglia di consumare in modo moderato cibi contenenti aspartame.


L'Oms dichiara l'aspartame possibile cancerogeno

aspartame cancerogeno

L'edulcorante artificiale a basso tenore calorico potrebbe essere dichiarato cancerogeno: secondo l'efsa è 200 volte più dolce dello zucchero.

La notizia che l'aspartame fosse cangerogeno circolava già da mesi.
L'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (Iarc) dell'Oms ha effettuato la sua prima valutazione della cancerogenicità dell'aspartame durante un incontro a Lione, in Francia, dal 6 al 13 giugno 2023.

"Il gruppo di lavoro ha classificato l'aspartame come possibilmente cancerogeno per l'uomo", ha detto l'Oms. È stato inserito nella categoria Gruppo 2B, sulla base di test che riguardavano specificamente il carcinoma epatocellulare, un tipo di cancro al fegato. Altri test sono stati effettuati su animali da laboratorio. La categoria Gruppo 2B contiene anche l'estratto di aloe vera e l'acido caffeico presenti nel tè e nel caffè, ha affermato Paul Pharoah, professore di epidemiologia del cancro presso il Cedars-Sinai Medical Center di Los Angeles. "Il pubblico in generale non dovrebbe essere preoccupato per il rischio di cancro associato a una sostanza chimica classificata come gruppo 2B", ha affermato.

Parallelamente un altro comitato di esperti, il Joint Fao/Who Expert Committee on Food Additives (Jecfa), si è occupato di una valutazione del rischio e ha deciso di confermare "un livello di assunzione giornaliera accettabile fino a 40 milligrammi per chilogrammo di peso corporeo", ha comunicato Francesco Branca, direttore del Dipartimento Nutrition and Food Safety dell'Oms. Il motivo è che "gli studi di genotossicità in vitro e in vivo davano risultati contrastanti" e "non si possono escludere fattori confondenti", ha evidenziato. Un aspetto toccato anche dall'esperta Iarc, che ha precisato come tutti e 3 gli studi presi in considerazione abbiano "esaminato il consumo di bevande zuccherate artificialmente (Asb)", ritenuto dal gruppo di lavoro un "buon indice dell'esposizione all'aspartame", considerato che questo era il principale dolcificante utilizzato nelle bevande. Un riassunto dei risultati in questione viene pubblicato online su 'Lancet oncology'.


Classificazione del grado di cancerogenicità degli alimenti

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La "dose" di aspartame consigliata

“La dose giornaliera consigliata dell’assunzione di aspartame, che è di circa 40 mg per kg di peso corporeo, cioè di 2800 mg per un individuo di 70 kg, riduce notevolmente il rischio di cancro a livelli minimi ma non lo porta a zero”, ha commentato Branca. “I consumatori occasionali di prodotti che contengono dolcificanti hanno sicuramente un rischio molto basso anche se non nullo, quelli che si avvicinano a questo limite di sicurezza destano maggiore preoccupazione”, ha affermato Branca. “Consumi piuttosto elevati di bevande contenenti l’aspartame possono essere rischiosi; considerando il contenuto, per esempio nelle bevande gassate, dove a seconda del prodotto, una lattina può contenere dai 200 a 300 mg, è ritenuto pericoloso il consumo di oltre 9 lattine al giorno, circa 3 litri di bevande”, ha precisato Branca. I dubbi e le preoccupazioni su un dolcificante artificiale come l’aspartame, in commercio da quaranta anni, devono indurre i consumatori alla prudenza e al rispetto dei limiti indicati riguardo al suo consumo. “La maggior parte dei consumatori si mantiene abbastanza al di sotto del limite stabilito ma quello che ci sentiamo di raccomandare come OMS è di limitarne i consumi”, ha raccomandato Branca. “Il consiglio – ha spiegato Coldiretti – è quello di preferire al suo posto zuccheri naturali, dal miele allo zucchero fino alla stevia, mentre per i prodotti industriali sono preferibili quelli contenenti fruttosio, che è lo zucchero naturale della frutta”. “Le valutazioni sull’aspartame hanno indicato che, sebbene la sicurezza non rappresenti una preoccupazione importante nelle dosi comunemente utilizzate, sono stati descritti effetti potenziali che devono essere indagati con studi più approfonditi e di migliore qualità”, ha concluso Branca. (AGI)

La storia dell'aspartame

La commercializzazione dell’aspartame è datata 1981 e nel 1983 l’Fda ne consente l’uso in bevande, prodotti da forno e cibi confezionati, fino a togliere tutte le limitazioni sull'uso nel 1996. In Europa già dal 1980 diversi Paesi ne permettono l’impiego, approvazione estesa poi nel 1994 a tutta l'Ue e ribadita nel 2002 dal comitato scientifico della Commissione europea per l'alimentazione dopo studi eseguiti sull’additivo.


Nei primi anni Duemila, due studi hanno cominciano a seminare dubbi sulla sicurezza. Il primo, italiano, curato dall’Istituto Ramazzini di Bologna, ha riportato lo sviluppo di tumori in topi e ratti esposti all’aspartame. Pubblicato sull’European journal of oncology nel luglio 2005, ha ricevuto molte critiche dalla comunità scientifica. Sempre nel 2005 è stato pubblicato uno studio promosso dalla California environmental protection agency, che ha evidenziato un aumento dell'incidenza di linfomi e leucemie nei topi femmina a seguito di assunzione di bassi dosaggi di aspartame.






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